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La prossima volta che andate in libreria, cercate l’ultimo libro di Marco Travaglio e Peter Gomez: le 1000 balle blu, che raccoglie dieci anni di dichiarazioni di Berlusconi.
Nell’introduzione è riportata una foto del 1978 di Berlusconi, vestito con un completo bianco a righine, con il pollice alzato ed un’espressione sorniona alla “provare per credere”, come nella famosa pubblicità che fece la fortuna di Aiazzone negli anni 80.
Gli autori del libro sostengono che come prefazione basta e avanza, ed in effetti è così: guardate quella foto, leggete una delle tante dichiarazioni assurde e contraddittorie che ha rilasciato in questi anni, riguardate la foto. All’improvviso, vi sarà tutto chiaro…
Un breve riepilogo su concerti e spettacoli visti recentemente.
Film: Munich, di Steven Spielberg.
Era da tanto che non andavo al cinema, ma per riprendere fortunatamente ho scelto un gran film: Munich è uno di quei colpi che ogni tanto riescono a Spielberg, come Schindler’s list o il Soldato Ryan. Un film avvincente e ricco di tensione, che riesce però anche a far riflettere. Il messaggio che il regista vuol far passare (non ci sono buoni e cattivi nella vicenda israeliano-palestinese, e l’odio genera solo altro odio) è palese, forse anche troppo, però è ben illustrato ed è difficile non condividerlo. Voto 8
Concerto: Marlene Kuntz, S-Low
Tournee “lenta” per i Marlene, di passaggio al New Age, con una scaletta che privilegia i brani più tranquilli e riflessivi della loro produzione. Cristiano suda e sgocciola molto meno del solito, e con la barba lunga ha un’aria meno da poeta maledetto e più da profeta.
Rispetto ad altri loro concerti, c’è stata qualche sbavatura e incertezza in più, soprattutto all’inizio, ma molto calore e partecipazione del pubblico. E poi, quando suonano “Nuotando nell’aria” io sono sempre contento...
Spettacolo: Daniele Luttazzi, Come uccidere causando inutili sofferenze
Sempre caustico e brillante Daniele Luttazzi, il suo umorismo cinico e surreale mi piace moltissimo. In questo spettacolo parla meno di politica, rispetto al precedente, e si concentra sulla storia che ha inventato, ovvero lo strampalato racconto di una tournee in Iraq per risollevare il morale alle truppe italiane, in compagnia di Raoul Bova, Aida Yespica, Manuela Arcuri, Alena Seredova e Giancarlo Giannini.
Naturalmente i riferimenti alla politica e al sesso non mancano, come sempre nei suoi spettacoli, e le battute si susseguono senza sosta, è difficile ricordarne più di un paio all’uscita dal teatro. Si mangia ancora molte parole quando parla, e seguirlo non è sempre facile, ma mi sembra che rispetto a qualche anno fa stia migliorando. Una battuta però la ricordo, una delle migliori. “Manuela Arcuri: finché io avrò una faccia, lei avrà sempre un posto dove sedersi!” 
Concerto: The Alps
